Questo lavoro, frutto dell’impegno e della testimonianza di 11 persone autistiche, non ha la pretesa di essere un testo scientifico. L’unico nostro obiettivo è quello di chiedere agli altri uno spazio di ascolto per cercare di capire il mondo così come lo capiamo noi. Vogliamo aprire una finestra metaforica che permetta un miglioramento nella comunicazione e nell’incontro di due culture tanto diverse, quella autistica e quella tipica.
Ogni autore ha descritto quello che sente e cosa pensa di quello che gli arriva dall’ambiente nel quale siamo immersi, tutti i pensieri esposti sono opinioni personalissime e insindacabili. Per noi è stato importante il confronto. Ci siamo ritrovati gli uni nelle esperienze degli altri, diversi ma simili, e non so descrivere quanto questo sia importante per chi è cresciuto sentendosi alieno, diverso da tutti, circondato da stranezze incomprensibili e comportamenti che ci apparivano del tutto illogici. Esattamente come un autistico appare “assurdo” e sbagliato al resto della popolazione, tutto il resto della popolazione appare assurdo e sbagliato ad un autistico.. che però si ritrova da solo, immerso in questa folla di persone dai comportamenti spaventosi.
Non esiste un modo corretto e uno sbagliato di percepire la realtà, probabilmente solo mettendo insieme percezioni diverse si potrà avere un quadro attendibile della realtà assoluta.. o forse nemmeno così.
Questo lavoro, come tutti i nostri, ha anche un’altra ambizione, quella di dare voce ai nostri fratelli autistici in condizione severa che non sarebbero in grado di descrivere quello che sentono e a volte, probabilmente, nemmeno di capire davvero cosa sentono.
Immaginate che quello che sentiamo noi, nelle condizioni più delicate, è amplificato, a volte in modo davvero enorme, lasciando le persone coinvolte pressate sotto il peso del loro stesso sentire. Provare a capire un poco le percezioni di chi sente diversamente è il primo, fondamentale passo verso la vera integrazione rispettosa.