Mario Marè è un artista che ha subito il fascino dei solidi platonici, il cubo in particolare, che ha usato per rappresentare «il tempo identificandolo nell’istante». E «istante» si chiamano molte delle sue opere. Il cubo, il simbolo della terra, il simbolo della stabilità: «E alla terra diamo la forma cubica: perché delle quattro specie la terra è la più immobile...ed è sopra tutto necessario che tale sia quel corpo che ha le basi più salde». Platone, "Timeo".
Può il cubo rappresentare l’istante, l’attimo irripetibile, l’incertezza? Prendiamo il cubo, ruotiamolo e lanciamolo nello spazio ed ecco che «il corpo che ha le basi più salde» diventa un simbolo arcano e misterioso che fluttua nello spazio, leggero ed inafferrabile. Le opere di Marè rappresentano una tappa importante nella continua scoperta dei solidi Platonici, che antichissimi e modernissimi hanno ancora una lunga storia da raccontarci.
Mario Marè è nato a Firenze nel 1921, ha vissuto e lavorato a Milano e , per un breve periodo, a Parigi.
Ha insegnato pittura a Milano.
Sempre a Milano, si è dedicato attivamente all'arte dello smalto a fuoco, nella quale è stato eccellente Maestro.
Ha collaborato a giornali e riviste d'Arte.
Per scelta le sue mostre personali non sono state numerose, così come la sua partecipazione a concorsi.
E’ deceduto a Milano nel dicembre 1993.
L’e-book contiene 69 illustrazioni.